Carispaq

L’edificio oggetto di analisi è ubicato nel centro dell’Aquila, con ingresso principale in Corso Vittorio Emanuele II, n.48, ed è sede principale della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila (CARISPAQ), essendovi ospitati in particolare gli uffici della Direzione Generale. L’edificio di proprietà della CARISPAQ è ospitato all’interno di un isolato di forma rettangolare in pianta, dotato di corte interna, oggi parzialmente coperta. L’isolato affaccia rispettivamente su Corso Vittorio Emanuele II, Via Tre Marie (fronte Sud), Via Patini (fronte Ovest), Via Sallustio (fronte Nord). La proprietà della CARISPAQ occupa la parte dell’isolato che affaccia su Corso Vittorio Emanuele II. Al piano terra è presente un porticato ad archi e volte su cui si apre l’ingresso principale. Ingressi laterali alla proprietà della CARISPAQ si trovano sia su Via Tre Marie, sia su Via Sallustio. La proprietà interessa solo parzialmente i locali che affacciano su Via Tre Marie, e non comprende invece i locali che affacciano su Via Patini. Attraverso l’ingresso principale si accede al salone principale, destinato ai rapporti con il pubblico, parzialmente soppalcato sul lato opposto a quello di ingresso, che occupa un volume a doppia altezza ricavato dalla copertura di parte dell’originale corte interna. Due scale laterali, di cui una conserva i caratteri dell’originalità, conducono ai piani superiori e al piano seminterrato1. I piani seminterrati, chiusi al pubblico, ospitano locali di servizio e di archivio, mentre i piani superiori ospitano la Direzione Generale ed altri locali destinati prevalentemente ad uso ufficio per il personale, con alcuni ambienti di servizio e sale riunioni. Alcuni ambienti risultano soppalcati e diverse scale autoportanti sono impiegate per realizzare ulteriori collegamenti verticali. Attraverso una terrazza che si apre sull’ultimo livello, è possibile accedere alla copertura piana del tetto.

La costruzione dell’edificio risale alla fine del XIX secolo, ma a tutt’oggi appare in effetti come il frutto di un radicale intervento di demolizione parziale, risalente al periodo 1963-64, finalizzato alla sostituzione di parte della struttura originale in setti murari con una struttura a telaio in calcestruzzo armato. In questa occasione l’edificio ha subito una sostanziale modifica dell’impianto strutturale originale, comprendente anche la sopraelevazione di un piano, con la realizzazione di una copertura piana, e la chiusura di parte della corte interna, con la realizzazione di una copertura voltata di grande luce (circa 12 m) in calcestruzzo armato. Più recentemente, negli anni 2002-2003, sulla copertura piana della sopraelevazione è stato collocato un container contenente la nuova centrale termica dell’edificio. Nel complesso, la geometria attuale dell’edificio risulta complessa ed evidentemente non regolare sia in elevazione, sia in pianta. In elevazione, l’edificio presenta un marcata discontinuità che consente di distinguere due parti complementari e singolarmente irregolari (entrambe a C) e di differente altezza. In pianta, la regolarità della geometria rettangolare, in termini sia di masse sia di rigidezze, appare disturbata, fin dai livelli più bassi, dalla presenza del porticato, dalla demolizione di diversi setti murari originali e da diversi vani scala eccentrici. Da un punto di vista del comportamento strutturale, la principale caratteristica dell’opera risulta l’inserto di un sistema di telai in calcestruzzo armato con solai in latero-cemento che si innesta su parte dell’originale impianto in setti murari e solai voltati. Il manufatto insiste su un terreno approssimativamente pianeggiante. È presente una differenza di quota di circa 4.0 m tra il fronte su Corso Vittorio Emanuele II, e quello su Via Patini. Le fondazioni, con l’eccezione dei plinti che fondano i pilastri sotto la corte interna coperta, sono di tipo continuo, e realizzate in muratura.